L’osteoporosi è una condizione in cui le ossa diventano più fragili e meno resistenti perdendo progressivamente nel tempo densità ossea. Nella grande maggioranza dei casi l’osteoporosi non è dolorosa, la riduzione della massa ossea in sé non provoca dolore, ma comporta un rischio maggiore di andare incontro a fratture, soprattutto a carico delle vertebre e del femore prossimale.
A causa dell’invecchiamento generale della popolazione e di una aspettativa di vita sempre maggiore la diffusione di questa condizione è in continuo aumento: colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa e gli uomini in età avanzata (over 65 anni). L’esame principale attraverso il quale il medico, dopo una attenta anamnesi e conoscendo la storia clinica del paziente, arriva a formulare la diagnosi di osteoporosi è la DEXA (MOC-DEXA) che rileva la densità minerale ossea.
L’osteoporosi, come tante altre patologie definibili “croniche” della nostra epoca storica, non è una condanna a morte, ma una condizione che, con i dovuti aggiustamenti e precauzioni, ci permette di vivere una vita piena senza grosse limitazioni.
Partiamo dalla prevenzione, cosa dovremmo fare per ridurre l’insorgenza dell’osteoporosi in età avanzata:
1) Attività fisica: al primo posto troviamo gli esercizi con sovraccarichi, sollevare pesi e fare attività sportive in carico in età giovanile ci consentono di sviluppare e mantenere una miglior densità ossea anche per quando saremo un po’ più in là con l’età. Adattandola al nostro livello ovviamente l’attività fisica andrebbe fatta in ogni stadio della nostra vita;
2) Nutrizione: assunzione adeguata di calcio, preferibilmente da alimenti (latte, yogurt, formaggi, alcune verdure) piuttosto che da integratori (da usare in caso di carenza), adeguato apporto proteico, mantenere un peso forma ideale ed evitare la sarcopenia (riduzione della massa muscolare);
3) Vitamina D: una vitamina che per il suo ruolo è considerata quasi come se fosse un ormone, molto importante per supportare un corretto metabolismo osseo. Viene attivata tramite i raggi UV del sole, con prescrizione medica può essere integrata se carente;
4) Da evitare: fumo, alcool, stile di vita sedentario.
In presenza di osteoporosi diagnosticata da un medico, le linee guida dell’ IOF (International Osteoporosis Foundation) per la sua gestione sono:
1) Valutare il rischio di frattura insieme al proprio medico curante o professionista sanitario di riferimento;
2) Correggere i fattori modificabili: dalla nutrizione allo stile di vita. L’esercizio terapeutico ha una forte evidenza scientifica per ridurre il rischio di cadute nell’anziano e mantenere l’autonomia il più alta possibile. Gli esercizi in carico, sia con i pesi che a corpo libero a seconda del proprio stato di salute, si sono dimostrati sicuri anche nei soggetti osteoporotici rallentando il fenomeno di impoverimento di massa ossea;
3) Terapia farmacologica: insieme al proprio medico di riferimento si può valutare l’assunzione di farmaci antiriassorbitivi o osteoformativi per supportare in modo adeguato il metabolismo osseo;
4) Controlli periodici per valutare l’andamento della patologia.