Arteterapia

Mani e cervello: una connessione che cura

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Connessione mente e corpo

Le nostre giornate sono scandite da ritmi frenetici e la mente è costantemente sollecitata:
impegni, lavoro, notifiche, pensieri ripetitivi, preoccupazioni. Il corpo, però, molto spesso
rimane escluso dal lavoro della mente. Creare con le mani, prendersi del tempo per
disegnare, modellare, dipingere, cucire, incollare, riattiva un dialogo profondo tra corpo e
mente.
Questi gesti, apparentemente semplici, hanno un effetto significativo sul sistema nervoso.

I benefici del creare attraverso le mani


Il sistema nervoso non si regola solo attraverso il pensiero razionale, anzi la regolazione
avviene soprattutto attraverso il corpo.
Quando utilizziamo le mani in modo lento, ripetitivo e intenzionale:

  • rallentiamo il ritmo respiratorio;
  • favoriamo la concentrazione sul momento presente;
  • attiviamo il sistema nervoso parasimpatico, quello legato alla calma, al recupero delle
    energie e la conservazione delle risorse corporee.

Per questo motivo tante persone che amano lavorare a maglia, colorare o manipolare
l’argilla dicono che lo fanno perché è un momento nel quale si rilassano.


La ripetizione e il gesto ritmico


Molte attività artistiche prevedono movimenti ripetitivi: tracciare linee, creare e sfumare
colori, modellare, ritagliare.
La ripetizione e il gesto ritmico hanno un notevole effetto sul cervello perché:

  • riduce l’iperattivazione mentale;
  • riduce lo stress e aiuta a gestire ansia e sovrastimolazione;
  • migliora la concentrazione;
  • crea prevedibilità, quindi sicurezza;
  • aiuta il cervello a uscire dalla modalità “allerta”.


La connessione diretta tra mani e cervello


Le mani occupano un’area molto vasta della corteccia cerebrale. Sono strumenti finissimi
di esplorazione e percezione. Questa connessione rende le mani un “secondo cervello” in
grado di stimolare e sollecitare il sistema nervoso centrale tramite le attività. L’uso attivo
delle dita, come scrivere o manipolare, attiva e rivitalizza diverse aree del cervello.

Quando le usiamo in modo creativo:

  • integriamo emisfero destro (immaginazione, emozioni) ed emisfero sinistro
    (organizzazione, struttura);
  • trasformiamo emozioni confuse in forme visibili;
  • spostiamo l’attenzione dal rimuginare all’esperienza sensoriale, quindi “portiamo fuori” ciò
    che abbiamo dentro.


Dall’ansia all’esperienza sensoriale


L’esperienza creativa vive nel qui ed ora. L’ansia spesso è legata al futuro, alla preoccupazione di eventi immaginati.
Il contatto con materiali concreti — argilla, colore, carta — tengono concentrati sul momento che si sta vivendo, si resta legati al presente.
Questo aggancio sensoriale:

  • riduce la dissociazione;
  • abbassa l’intensità emotiva;
  • favorisce una sensazione di controllo e padronanza.


Creare e trasformare


Vedere un foglio bianco trasformarsi in immagine, un blocco di argilla prendere forma,
frammenti di giornale diventare un’opera, significa assistere a una trasformazione e, in
prima persona, sperimentare la possibilità stessa del cambiamento.
Il sistema nervoso registra questa esperienza come agency, “capacità di azione” quindi la
capacità e intenzionalità di agire, di intervenire, di modificare.
Questa capacità riduce lo stress, riduce la tendenza alla rassegnazione e alla passività. Creare con le mani, quindi, calma il sistema nervoso perché:

  • coinvolge il corpo,
  • attiva la regolazione parasimpatica,
  • integra emozione e cognizione,
  • offre un’esperienza concreta di trasformazione.


Il Laboratorio creativo utilizza consapevolmente questi principi e per calmare la mente
serve toccare, modellare, creare. Nel Laboratorio creativo non serve essere artisti ma  conta il processo creativo.

Se vuoi saperne di più non esitare a contattarci qui al Polispecialistico Paradiso! 

Immagine di Benedetta Minonzio
Benedetta Minonzio
Benedetta Minonzio è arteterapeuta diplomata presso la scuola ArTeA di Milano. Dopo una laurea in Architettura, ha scelto di fondere arte e aiuto sociale. Applica il “Modello Polisegnico” per trasformare l’immaginario individuale in espressione visiva con fini preventivi, riabilitativi e terapeutici. Collabora in percorsi individuali e di gruppo, lavorando con bambini, adolescenti, adulti e anziani, inclusi soggetti vulnerabili (donne vittime di violenza, minori non accompagnati, migranti). Promuove interventi interdisciplinari e conduce laboratori creativi in contesti non giudicanti.

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