Approfondimenti, Arteterapia

LABORATORIO CREATIVO E FALSI MITI

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Quando si sente parlare di laboratorio creativo, spesso emergono idee preconfezionate
che rischiano di limitarne il vero senso. Molte persone lo immaginano come un semplice
passatempo, chi lo associa esclusivamente ai bambini, chi pensa servano talenti speciali o
grandi abilità artistiche per parteciparvi. In verità, molti di questi sono falsi miti che vale la
pena smontare.

1: “Il laboratorio creativo è solo per chi sa disegnare”
Uno dei pregiudizi più diffusi è che la creatività sia un dono innato. In realtà, la creatività è
una competenza che può essere allenata. Molte persone evitano il Laboratorio creativo
per il timore di non essere abbastanza “artiste” o di non riuscire a produrre un’opera
esteticamente valida.
Il Laboratorio creativo non è un corso d’arte, né ha l’obiettivo di scoprire talenti. Non è
quindi necessario saper disegnare, colorare o modellare l’argilla: all’interno del percorso,
ogni persona è libera di creare scegliendo i materiali e le tecniche che desidera utilizzare.
Con la pratica e il supporto del professionista, anche la tecnica potrà migliorare.
In un percorso di laboratorio creativo non conta il risultato finale. Il fine non è la
realizzazione di un’opera “bella”, ma il valore primario e fondamentale del processo
creativo e della trasformazione che esso attiva. Sperimentare, sbagliare, cercare nuove
soluzioni, ideare: non serve “saper fare”, ma avere il desiderio di mettersi in gioco, senza il
timore di sbagliare o di essere giudicati.

2: “È un’attività solo per bambini”
I laboratori creativi sono molto usati in ambito educativo, ma ciò non significa che siano
riservati ai più piccoli. Adulti, adolescenti, professionisti e anziani possono trarre grandi
benefici da un laboratorio creativo: migliora la concentrazione, migliora l’autostima, riduce
lo stress e stimola il pensiero laterale.

3: “È solo un momento di svago”
Sicuramente partecipare con piacere e divertimento è una componente importante, ma
non è l’unica. Un laboratorio creativo può essere svolto individualmente o in piccolo
gruppo quindi può essere uno strumento potente di crescita personale, di apprendimento
e/o di lavoro insieme. Attraverso attività manuali ed espressive si sviluppano competenze
trasversali come la collaborazione, la comunicazione e la capacità di risolvere problemi.

4: “È utile solo a chi ha disabilità o ha vissuto traumi”
Si tende a pensare che sia un intervento di “riparazione” riservato a chi vive situazioni di
crisi o che sia affetto da disabilità.
In realtà il Laboratorio creativo è un potente strumento di crescita personale.
È estremamente utile anche per chi desidera:
-Sviluppare la propria creatività e spontaneità.
-Gestire lo stress quotidiano in modo più efficace.
-Migliorare la consapevolezza di sé.

-Aumentare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità espressive.

4: “È solo un’attività rilassante”
Spesso si pensa che un laboratorio creativo sia un’attività superficiale, adatta solo ai
bambini o come passatempo rilassante.
Sebbene sia spesso piacevole e possa portare a sentirsi rilassati, è una disciplina che può
affrontare temi complessi come traumi, lutto, ansia e depressione. È un vero e proprio
ponte tra conscio e inconscio. L’immagine creata fa da intermediario non verbale,
consentendo alla persona di affrontare e rielaborare emozioni che potrebbero essere
intense o difficili da esprimere a parole. È un lavoro terapeutico, svolto da professionisti
formati.


5: “Interpreta la mia opera e mi dice che cosa ho”
Qui non si interpreta e non si corregge. Si accoglie tutto ciò che emerge dal fare della
singola persona.
Lo specialista si prende cura della persona attraverso le immagini, la creatività e
l’immaginario espresso dall’utente per facilitarlo nell’espressione e nell’elaborazione del
suo mondo interiore. In questo contesto, dopo aver costruito un rapporto di fiducia,
l’arteterapeuta indirizza ogni singolo percorso verso obiettivi individuali, che il
professionista individua grazie a un lavoro costante al di fuori dell’atelier. Infatti tra un
incontro e il successivo, egli raccoglie quanto espresso dall’utente e ne effettua un’analisi
dettagliata attraverso la decodifica dell’arte visiva, con l’obiettivo di favorire la produzione
artistica, veicolando pensieri ed emozioni così che diventino simboli comunicabili.
Con il sostegno dell’arteterapeuta, la persona viene guidata a comprendere la sua
esperienza artistica e a darle significato.


Un laboratorio creativo è uno spazio sicuro dove esplorare idee, emozioni e possibilità. È
un luogo in cui non esistono il “giusto”, lo “sbagliato” e il giudizio ma solo l’esperienza
creativa. Superare i falsi miti significa riconoscere che la creatività appartiene a tutti e può
diventare un potente strumento di espressione, inclusione e cambiamento.
Ognuno di noi è un creatore di immagini.

Immagine di Benedetta Minonzio
Benedetta Minonzio
Benedetta Minonzio è arteterapeuta diplomata presso la scuola ArTeA di Milano. Dopo una laurea in Architettura, ha scelto di fondere arte e aiuto sociale. Applica il “Modello Polisegnico” per trasformare l’immaginario individuale in espressione visiva con fini preventivi, riabilitativi e terapeutici. Collabora in percorsi individuali e di gruppo, lavorando con bambini, adolescenti, adulti e anziani, inclusi soggetti vulnerabili (donne vittime di violenza, minori non accompagnati, migranti). Promuove interventi interdisciplinari e conduce laboratori creativi in contesti non giudicanti.

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