Fisioterapia

Scoliosi Idiopatica Giovanile: quadro generale

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La scoliosi: cos’è esattamente?

La scoliosi non è semplicemente un “atteggiamento posturale” errato, ma una deformità vertebrale tridimensionale che compare durante la crescita. Si presenta come una deviazione laterale della colonna con rotazione sul suo asse, producendo una curva singola o doppia. 

Quando compare: le fasce d’età 

La scoliosi idiopatica (ovvero senza una causa nota specifica) viene classificata in base all’età in cui viene diagnosticata. Come sottolineano le evidenze cliniche, la precocità è un fattore di rischio: più è precoce la comparsa, più la curva ha tempo di peggiorare durante la crescita: 

Scoliosi Infantile (0-3 anni): Rappresenta meno dell’1% dei casi pediatrici; 

Scoliosi Giovanile (3-9 anni): Rappresenta circa il 12-20% dei casi; 

Scoliosi Adolescenziale (10-18 anni): è la forma più comune, coprendo circa l’80% dei casi;

La scoliosi compare generalmente in soggetti sani e la causa, ad oggi, è identificata in una base genetica multifattoriale: si ereditano fattori predisponenti che si manifestano soprattutto durante la pre-adolescenza e l’adolescenza. 

Indicatori clinici: l’osservazione dei segni obiettivi 

Poiché la scoliosi è spesso asintomatica nelle fasi iniziali, ovvero non da dolori la diagnosi si basa sull’osservazione di specifiche asimmetrie del tronco che tendono a manifestarsi con maggiore evidenza durante lo scatto di crescita (tra i 10 e i 15 anni). Durante la valutazione posturale o lo screening domestico, i parametri da monitorare sono: 

Asimmetria delle spalle: Una differente altezza dei processi acromiali. 

Posizionamento delle scapole: Una scapola può apparire più alta o maggiormente sporgente rispetto alla controlaterale.

 • Profilo dei fianchi: Dislivello del bacino o asimmetria dei “triangoli della taglia” (lo spazio tra il profilo del tronco e l’arto superiore rilassato). 

Presenza di gibbo: Durante il test di flessione anteriore del busto (Test di Adams), si osserva l’eventuale sporgenza delle coste o della regione lombare dovuta alla rotazione vertebrale. 

La Diagnosi: l’Angolo di Cobb 

Se durante una visita emerge il dubbio di un’asimmetria, il passo successivo è la valutazione radiografica. La radiografia della colonna vertebrale in piedi (proiezione antero-posteriore e laterale) è l’unico strumento per una diagnosi certa, da quest’ultima si ricava l’Angolo di Cobb, ovvero il parametro che definisce la gravità della scoliosi: 

Scoliosi lievi: fino a 20°; 

Scoliosi moderate: da 20° a 40°; 

Scoliosi gravi: oltre i 40°.

Trattamento: monitoraggio, corsetto e chirurgia

Il percorso di cura dipende strettamente dal grado di curvatura: 

 Curve lievi (< 20°): Monitoraggio costante tramite visite periodiche e fisioterapia mirata per evitare il peggioramento. 

• Curve moderate (20° – 40°): Trattamento con corsetto o busto correttivo, lo scopo è bloccare la progressione della curva, se si interviene precocemente su una curva a 20°, è molto probabile riuscire a mantenerla sotto i 30° a fine crescita, garantendo una vita adulta normale. 

• Curve gravi (> 40°): Di solito richiedono l’intervento chirurgico di osteosintesi ed artrodesi vertebrale, dove barre e viti vengono utilizzate per correggere la deformità e fondere le vertebre in posizione equilibrata. 

La gestione multidisciplinare della scoliosi: sinergia clinica tra Pediatra e Fisioterapista 

L’efficacia dell’intervento nella scoliosi idiopatica si basa sulla continuità tra la diagnosi pediatrica e il trattamento fisioterapico specializzato, questa sinergia permette di gestire la patologia attraverso un monitoraggio costante e una condivisione degli obiettivi terapeutici. Queste due figure intervengono in momenti diversi ma complementari, garantendo una presa in carico completa del giovane paziente.

Il ruolo del Pediatra

Il pediatra è il primo professionista a valutare il bambino durante le diverse fasi della crescita, solitamente una sua visita consiste in: 

Esecuzione dei test clinici: In particolare il Test di Adams, fondamentale per distinguere un semplice atteggiamento scoliotico da una scoliosi strutturata con presenza di gibbo; 

Prescrizione degli esami strumentali: qualora lo ritenesse necessario, la valutazione radiografica può essere richiesta per monitorare la crescita del bambino per intercettare lo scatto puberale, fase in cui il rischio di peggioramento della curva è massimo; 

Coordinamento specialistico: Indirizza la famiglia verso il medico specialista e verso il centro di fisioterapia, monitorando lo stato di salute generale e la crescita del ragazzo. 

Il ruolo del Fisioterapista

Mentre il pediatra coordina la diagnosi, il fisioterapista gestisce l’aspetto riabilitativo quotidiano, in altre parole il suo intervento si articola in: 

Esercizi specifici: Attraverso esercizi di allungamento associati alla respirazione si lavora sulla muscolatura del collo, sul gran dorsale e sull’intera catena posteriore per ridurre rigidità e tensioni, integrando contemporaneamente un rinforzo mirato dei muscoli profondi del core, della muscolatura paraspinale e degli stabilizzatori di scapole e bacino per correggere le asimmetrie e fornire maggiore stabilità strutturale contro la forza di gravità; 

Gestione della compliance e del corsetto: Nei casi di scoliosi moderata, il fisioterapista lavora per integrare l’uso del corsetto nella vita del ragazzo, si occupa di mantenere la mobilità articolare e l’efficienza dei muscoli respiratori, che possono essere limitati dal busto; 

Monitoraggio clinico costante: Vedendo il paziente con frequenza settimanale, il fisioterapista è in grado di rilevare precocemente eventuali variazioni cliniche o perdite di correzione, fornendo un feedback immediato al pediatra e allo specialista.

La sinergia quindi tra queste due figure professionali permette di adattare il trattamento all’andamento della curva nel tempo. La condivisione degli obiettivi clinici consente, innanzitutto, di intervenire con tempestività: il fisioterapista, monitorando il ragazzo regolarmente, può segnalare subito al pediatra ogni cambiamento, rendendo immediato l’eventuale aggiornamento del piano di cura o della tipologia di corsetto. Affrontare la scoliosi significa prendersi cura della schiena di domani, grazie alla diagnosi precoce del pediatra e al lavoro quotidiano del fisioterapista, possiamo trasformare un percorso complesso in un’opportunità di salute, garantendo ai ragazzi una colonna forte e funzionale per tutta la vita adulta.

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Immagine di Lorenzo Villa
Lorenzo Villa
Fisioterapista Titolare. Fisioterapista specializzato in terapia manuale, esercizio terapeutico e riabilitazione sportiva, Lorenzo Villa adotta un approccio bio-psico-sociale centrato sul movimento e sulla persona, con particolare attenzione anche al trattamento del dolore cronico.

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