Pilates

Disabilità visiva: alterazioni posturali, rischi e strategie di compenso

Tabella dei Contenuti

Disabilità visiva 

A livello funzionale, l’apparato visivo permette di valutare ed elaborare le informazioni relative al corpo nello spazio, regolando la postura e influendo sul corretto timing di reazione motoria. Pertanto, un deficit parziale o totale di questo canale sensoriale genera un’interazione inadeguata con l’ambiente circostante, provocando carenze nel controllo posturale.

I soggetti non vedenti, a causa della mancanza dello stabilizzatore ottico, mettono in atto delle strategie posturali disfunzionali e patologiche per tentare di sopperire all’assenza di informazioni visive.

Le alterazioni posturali più evidenti sono:

1. un aumento dell’inclinazione del tronco sul piano sagittale con postura compensativa del capo e anteposizione delle spalle con cifosi toracica accentuata;

2. Una deviazione del cingolo scapolare e pelvico sul piano frontale con conseguente deviazione assiale della colonna vertebrale;

3. Una contrattura in flessione dell’anca e del ginocchio;

4. Un’andatura spesso disarmonica, strisciante, caratterizzata da una base d’appoggio allargata e una riduzione della flessione dorsale della caviglia.

Un ulteriore rischio per questa popolazione risiede nella riduzione del fenomeno biomeccanico dell’inibizione reciproca. Quando il corpo non percepisce la sua posizione nello spazio instaura meccanismi di difesa attivando una co-contrazione dei muscoli agonisti-antagonisti, a scapito dell’inibizione reciproca. In tali condizioni, i muscoli che dovrebbero rilassarsi durante la contrazione del loro antagonista mantengono una contrazione provocando rigidità, sovraccarico e decremento del ROM (Range Of Movement) delle articolazioni coinvolte.

La popolazione che soffre di disabilità visive presenta un aumentato rischio di cadute rispetto alla popolazione vedente, in quanto il sistema visivo funge da vero e proprio sistema di “ancoraggio”: nel momento in cui viene a mancare lo stabilizzatore ottico, la responsabilità nel mantenimento dell’equilibrio è a carico del sistema vestibolare e propriocettivo.

Considerando che le afferenze visive rappresentano il 70% delle percezioni che l’uomo riceve dal mondo esterno, è chiaro come risulta di fondamentale importanza lavorare sul sistema vestibolare e propriocettivo. Nel momento in cui questi ultimi vengono propriamente stimolati attraverso proposte motorie mirate, i soggetti affetti da disabilità visiva risultano efficienti quanto i pari vedenti, non solo nelle attività di vita quotidiana, ma anche in quelle ricreative e sportive.

I benefici del metodo Pilates

Il Pilates agisce su diversi aspetti che possono andare a migliorare il benessere dei soggetti non vedenti:

1. Il controllo del core: il metodo pilates si sviluppa secondo il principio fondamentale della centralizzazione, secondo cui ogni movimento parte dal centro, cioè attivando la muscolatura del corsetto addominale per creare stabilità e garantire un movimento più fluido. Inoltre, una maggiore stabilità della muscolatura del tronco si traduce in un maggior controllo in caso di perdite di equilibrio, aspetto che risulta fondamentale per prevenire le cadute.

2. La respirazione: la tendenza ad un assetto “in chiusura”, quindi con una f lessione del tronco sul piano sagittale, una anteriorizzazione del capo e la postura cifotica tipiche dei soggetti non vedenti, portano ad una riduzione dell’attività del muscolo diaframmatico. La cupola diaframmatica diventa ipotonica e ciò porta ad una respirazione più alta clavicolare, spesso interessando i muscoli respiratori accessori quali i muscoli scaleni e lo sternocleidomastoideo. Tali muscoli in caso di ipertono possono portare a cervicalgie e ad accentuare posture disfunzionali. Il pilates, avendo come principio di base una respirazione toracica latero-posteriore, aiuta a guadagnare l’espansione della gabbia toracica coinvolgendo il muscolo diaframmatico e recuperando il suo tono muscolare.

3. Rinforzo: abbiamo sottolineato quanto questa popolazione tende a diventare sedentaria, perdendo massa muscolare, traducendosi in un maggior rischio di cadute. La possibilità di lavorare con i macchinari del metodo e le loro resistenze permette di guadagnare massa muscolare, contrastando la sarcopenia da disuso.

4. L’equilibrio: con il pilates si possono creare diversi stimoli per sollecitare il sistema propriocettivo. Ciò può avvenire con degli esercizi eseguibili col materassino ma anche aggiungendo dei piccoli attrezzi sui macchinari per provocare condizioni di instabilità, come la softball.

5. Flessibilità: abbiamo sottolineato come, per riduzione del fenomeno di inibizione reciproca, possano crearsi rigidità articolari. Il pilates lavora proprio sulla miglior coordinazione neuromuscolare, riducendo la co-contrazione della muscolatura agonista-antagonista e guadagnando in termini di mobilità articolare.

Perché iniziare Pilates?

L’esercizio fisico viene spesso percepito come una sfida non sostenibile, portando a pesanti ripercussioni sulla salute e sul benessere psicofisico. La mancanza di movimento porta inevitabilmente il soggetto non vedente a condurre uno stile di vita più sedentario, instaurando un fenomeno che prende il nome di “catena da disuso propriocettivo”. Per un soggetto non vedente il metodo Pilates rappresenta un metodo per approcciarsi all’esercizio fisico in sicurezza: i movimenti lenti e controllati del Pilates fanno si che il soggetto non vedente possa prendere maggiore consapevolezza di sé e il nostro percorso one-o-one garantisce la massima sicurezza e tutela in un ambiente curato. Un percorso personalizzato di Pilates può aiutare il soggetto non vedente a recuperare consapevolezza corporea, sicurezza nel movimento e fiducia nelle proprie capacità funzionali.

Se sei interessato a saperne di più non esitare a contattarci al Polispecialistico Paradiso!

Immagine di Marta Cerioli
Marta Cerioli
Istruttrice di Pilates. Ex ballerina professionista, si è laureata in Scienze Motorie e sta frequentando il Master in Biomeccanica e interferenze neurofisiologiche nella postura. Marta sviluppa programmi personalizzati per ogni persona, integrando la sua solida conoscenza tecnica del metodo Pilates con una formazione continua e costante.

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